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Ora...
nessuna altra sostanza cancerogena
può vantare
un
"pedigree"
così
chiaro,
le emissioni,
tossiche, cancerogene, mutagene sono poi chiaramente documentate
in numerosi studi
internazionali,
eppure la tecnologia delle
fotocopiatrici e stampanti a toner
ha rielaborato la medesima sostanza,
diffondendola perfino nell'uso domestico.
E ad ogni evidenza medico-statistica
al fine di eludere le normative di tutela,
ha continuato a riformulare brevettando la
medesima sostanza,
con nomi diversi,
apportando solo modifiche marginali,
lasciando praticamente intatto il potere
patogeno
del particolato carbonioso,
che rimane dal 1775 una sostanza chiaramente
cancerogena, tossica e mutagena.
Ora esistono numerose evidenze e prestigiosi
lavori di ricerca
che potete consultare in questo sito
che definiscono le reali
EMISSIONI DELLE STAMPANTI
LASER.
Con semplicità nei prossimi anni
uno
studio legale americano
od europeo,
riuscirà a
ricostruire
IL DOLO,
di questa strategia industriale.
Le perizie tecniche scientifiche metteranno
a nudo l'inutilità di tanti nuovi brevetti,
ai fini di una migliore riproduzione.
Si paleserà inserendo nel medesimo filo,
di un teorema accusatorio, ad uno ad uno,
tutti i brevetti depositati.
Si dimostrerà allora che molti dei nuovi
brevetti
hanno
avuto il principale scopo di eludere
la segnalata tossicità del toner da parte degli
Organismi internazionali.

INFATTI
I.A.R.C. e la stessa CEE hanno effettuano ai
fini della salvaguardia della salute,
MOLTEPLICI SEGNALAZIONI,
del potenziale tossico, cancerogeno e mutageno
dei componenti del toner.
Ma...
questi produttori invece di tutelare la salute
degli utilizzatori
hanno continuato a produrre per anni,
le medesime miscele tossiche.
Verrà
dimostrato che lo scopo di lucro industriale
ha
prevalso
sulla tutela della salute pubblica.
Compagnie, major produttrici di toner e
stampanti laser,
dovranno pagare danni economici e di immagine.

Un film già visto in questi anni di morti per i
tumori generati dall'amianto.
Se qualcuno pensa che i giganti
industriali non paghino mai cade in errore
basti citare ad esempio quanto la
sottovalutazione dei temi di sicurezza
costi oggi a industrie come ETERNIT e TOYOTA.

Ma resta che morti e malattie professionali
potevano e possono essere evitati.
Parliamo ora di questo vaso di Pandora,
dispensatore di morte e cattiva salute che oggi
è in tutte le nostre case.



Il
toner
non è un materiale omogeneo,
bensì una polvere finissima
contenente particelle di carbone,
ferro e resina.
Nel processo di stampa laser,
utilizzato nelle fotocopiatrici ed in alcune
stampanti,
il toner si imprime sulla carta
costituendo il testo e le immagini stampate.

Inizialmente
era essenzialmente polvere di carbone
ma
successivamente,
per migliorare le prestazioni,
alle particelle carboniose è STATO mescolato un
polimero.
Le particelle di polimero
vengono fuse dal calore
del forno Fusore
attaccandosi alle fibre della carta.
La composizione del polimero varia da un
produttore all'altro,
ma solitamente
è un
copolimero stirene-acrilato oppure una
resina poliestere.
Le particelle di toner avevano originariamente
una dimensione media di 12 micrometri,
ma volendo aumentare la risoluzione delle
stampanti
a 600 DPI, 1200 dpi e oltre
l'industria ha portato le dimensioni da 8 a 1
micrometri.
Lo studio del professor Stefano Montanari
esperto in nano patologie e ricercatore,
determina la non biodegradabilità,
delle nano particelle,
quindi solleva problematiche ambientali, sul
loro smaltimento.
Recenti altri studi nazionali e internazionali
sull'inquinamento indoor o degli ambienti
confinati,
hanno fatto chiaramente emergere
che il toner per quanto abilmente mascherato o
riformulato
è sempre e comunque una sostanza tossica
da manipolare con cautela.
Nei fatti comunque e per quante precauzioni si
possano adottare,
il forno fusore della stampante emette
benzene, formaldeide e ozono.
Queste sostanze
sono cancerogene, mutagene e/o tossiche,
così segnalate da tutti gli organismi
internazionali.
Quindi queste emissioni devono essere ben
valutate
nella stesura del Documento sulla Valutazione
del Rischio Chimico,
come previsto dalle passate e vigenti normative.

Il toner viene, inalato anche a macchina spenta
perché queste micro polveri,
navigano nei movimenti d'aria naturali o forzati
dell'ambiente,
entrando in contatto con pelle,
vie respiratorie e tramite saliva con
l'apparato digerente.
Quindi provocano bio trasformazione e
assorbimento organico.
Chi detiene la qualifica giuridica di "datore di
lavoro",
deve valutare la tossicità del toner
non solo come materia prima.
Ma specialmente quando diviene
ancor più evidentemente tossico, cancerogeno e
mutageno
ovvero durante la combustione nella
fotocopiatrice:
infatti i processi fotochimici liberano sempre
benzene,
classificato da tutti gli organismi preposti,
e dalla CEE come
cancerogeno e mutageno
di classe 1 con nota E.
Sostanza regolata da precise prescrizioni di
legge.
Tutti gli studiosi del cancro sanno che più
agenti cancerogeni
inalati sistematicamente
moltiplicano in maniera
esponenziale la possibilità di contrarre la
malattia.
Una stampante laser a toner rilascia nell'aria
4 cancerogeni contemporaneamente.
Nei diversi brevetti,
ad esempio è normale trovare benzene, stirene, formaldeide e
ossido di titanio.
Inoltre la stampante
emette sempre ozono e monossido di carbonio,
che sono
tossici
in base alla
concentrazione .
Valutate le emissioni delle stampanti laser
nel
"documento di
valutazione del rischio".
fatelo sempre!

Questo appello è rivolto a tutti:
1) Informiamo correttamente tutti gli
utilizzatori;
2) Bandiamo
dalle case private questa tecnologia;
3) Nei luoghi
di Lavoro abbattiamo le emissioni con ogni
espediente e tecnologia.
4)
Controlliamo il riciclaggio e/o lo smaltimento
di ogni oggetto contaminato da toner.
(anche la
carta stampata non deve finire nelle comuni
discariche).
Puoi aderire alla presente iniziativa
semplicemente diffondendo questa informativa.
Dimostriamo che la lezione dell'amianto è
servita!
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