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R.E.L.
Sigla che sta ad indicare il limite di esposizione
raccomandato.
R.L.S.(Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza)
Persona eletta o designata per rappresentare i
lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute
e della sicurezza durante il lavoro
R.S.P.P.(Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione o Responsabile per la Sicurezza)
figura designata dal datore di lavoro in possesso di
titoli, attitudini e capacità adeguate nel settore della
sicurezza.
R.S.U.(Rappresentanza Sindacale Unitaria)
E' costituita dai lavoratori eletti nella lista
CGIL-CISL-UIL come rappresentanti sindacali in azienda.
Radianza (L)(art. 214 D.Lgs. 81/08)
Il flusso radiante o la potenza per unità d'angolo
solido per unità di superficie, espressa in watt su
metro quadrato su steradiante (W m-2 sr-1)
Radiazione
Con questo termine si indica l’emissione e la
propagazione di energia sotto forma di particelle o di
onde che possono propagarsi attraverso lo spazio o
all’interno di un mezzo. Per quanto riguarda le
radiazioni corpuscolate vedi alla voce radioattività.
Esistono radiazioni che si propagano tramite onde
meccaniche (come le onde sonore, elastiche, termiche,
ecc.) che sono in grado di viaggiare solo attraverso la
materia, mentre le onde elettromagnetiche possono
muoversi anche nel vuoto. In base ai loro effetti sulla
materia le radiazioni si distinguono in radiazioni
ionizzanti e non ionizzanti, a seconda che possiedano o
meno la capacità di intergire con atomi e molecole con
formazione di ioni. Il livello di energia che discrimina
le radiazioni ionizzanti dalle non ionizzanti è
dell’ordine dei 10 eV.
Radiazione laser(art. 214 d.lgs. 81/08)
Radiazione ottica prodotta da un laser
Radiazione non coerente(art. 214d.lgs. 81/08)
Qualsiasi radiazione ottica diversa dalla radiazione
laser
Radiazioni elettromagnetiche
Le radiazioni elettromagnetiche (EM) sono costituite da
variazioni periodiche di un campo elettrico e di un
campo magnetico, che si propagano nello spazio. Le onde
elettromagnetiche sono quindi una particolare modalità
di propagazione nello spazio e nel tempo dell’energia
elettromagnetica secondo un moto oscillatorio
sinusoidale. Esse si spostano alla velocità della luce
(circa 300.000 km al secondo) nel vuoto o a differenti
velocità quando attraversano un mezzo. Le onde EM sono
caratterizzate da una serie di variabili, alcune legate
ai valori dei campi elettrico e magnetico, altre alle
qualità proprie delle onde e alla loro variabilità nel
tempo e nello spazio. La tabella seguente riporta le
principali caratteristiche proprie del moto ondulatorio
e le rispettive unità di misura. Le diverse grandezze
sono strettamente correlate tra loro: ad esempio la
frequenza aumenta con il diminuire della lunghezza
d’onda (grandezze inversamente proporzionali), mentre l’
energia aumenta con l’aumentare della frequenza
(grandezze direttamente proporzionali).
Radiazioni ionizzanti
Si definiscono ionizzanti quelle radiazioni che sono in
grado, grazie al loro elevato contenuto energetico, di
rompere i legami atomici della materia trasformando
atomi o molecole, neutri dal punto di vista elettrico,
in particelle atomiche cariche elettricamente, chiamate
“ioni”. Il contenuto energetico efficace per la
ionizzazione è di 12,6 eV (elettronvolt). Possiedono
questo livello di energia le radiazioni con lunghezza
d’onda inferiore a 10-7 metri, quindi di frequenza
superiore a 3 x 1015 Hz. Le particelle dotate di carica
elettrica, come gli elettroni e le radiazioni alfa (vedi
Radioattività), sono in grado di ionizzare direttamente
la materia, mentre le radiazioni elettromagnetiche e i
neutroni dotati di sufficiente energia sono
indirettamente ionizzanti, in quanto, interagendo con la
materia, conferiscono energia a particelle che divengono
a loro volta ionizzanti. Le radiazioni ionizzanti (RI)
hanno una differente capacità di penetrazione nella
materia: così le radiazioni alfa, che possiedono
un’elevata capacità di ionizzazione, hanno una limitata
capacità di diffusione in aria e possono essere
arrestate da barriere di modesta entità (un foglio di
carta o un guanto di gomma). La loro pericolosità è
quindi legata ad un’eventuale penetrazione all’interno
dell’organismo, ad esempio attraverso l’introduzione
delle sostanze che le emettono mediante alimentazione e
respirazione e l’accumulo in tessuti di deposito. Le
radiazioni beta (elettroni) sono più penetranti (circa
un metro in aria e un cm nella pelle) ma anch’esse
possono essere fermate da ostacoli di modesta entità
come una tavoletta di legno di pochi centimetri o un
foglio di alluminio. I raggi gamma e i raggi X passano
attraverso i tessuti a seconda della loro energia e
richiedono schermature spesse, realizzate in materiali
come ferro, piombo o calcestruzzo.
Radiazioni ionizzanti
le radiazioni ionizzanti possono avere due diverse
origini: raggi alfa, beta, gamma, o anche di neutroni da
trasformazione nucleare dell'isotopo radioattivo di
molteplici sorgenti (uranio, nichel, cobalto, iridio,
tritio, i più noti) e radiazioni di tipo X prodotte da
un generatore di corrente elettrica. Le radiazioni
possono colpire in tre modi diversi:- per irradiazione
esterna, vale a dire con l'esposizione del corpo a
sorgenti esterne- per contaminazione cutanea derivante
dal contatto della pelle con sostanze radioattive- per
contaminazione interna derivante dalla incorporazione di
sostanze radioattive all'interno dei tessuti viventi:
ciò può verificarsi per via respiratoria, per via
digestiva o attraverso l'acute (diffusione per via
cutanea).
Radiazioni non ionizzanti
Con il termine di Radiazioni Non Ionizzanti (NIR= Non
Ionizing Radiation) si indicano i campi elettromagnetici
(CEM) che si propagano nello spazio sotto forma di onde
elettromagnetiche; tali onde non possiedono l’energia
necessaria per causare fenomeni di ionizzazione, vale a
dire che non sono in grado di rompere i legami atomici
della materia trasformando atomi o molecole in
particelle cariche elettricamente, chiamate “ioni” (vedi
Radiazioni ionizzanti). Le NIR comprendono radiazioni di
bassa frequenza (in particolare frequenze estremamente
basse ovvero Extremely Low Frequencies –ELF- e frequenze
molto basse ovvero Very Low Frequencies –VLF-) e
radiazioni di alta frequenza (radiofrequenza -RF-,
microonde, radiazione infrarossa -IR- e luce visibile).
Questa suddivisione viene convenzionalmente fatta in
relazione ai possibili effetti dei campi sugli organismi
viventi e per effettuare la valutazione
dell’inquinamento degli ambienti di vita.
Radiazioni ottiche(art. 214 d.lgs. 81/08)
Tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di
lunghezza d'onda compresa tra 100 nm e 1 mm. Lo spettro
delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni
ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni
infrarosse:
Radiazioni ottiche(art. 214 d.lgs. 81/08)
1) radiazioni ultraviolette : radiazioni ottiche a
lunghezza d'onda compresa tra 100 e 400 nm. La banda
degli ultravioletti è suddivisa in UVA (315-400 nm), UVB
(280-315 nm) e UVC (100-280 nm);
Radiazioni ottiche(art. 214 d.lgs. 81/08)
2) radiazioni visibili : radiazioni ottiche a lunghezza
d'onda compresa tra 380 e 780 nm;
Radiazioni ottiche(art. 214 d.lgs. 81/08)
3) radiazioni infrarosse : radiazioni ottiche a
lunghezza d'onda compresa tra 780 nm e 1 mm. La regione
degli infrarossi è suddivisa in IRA (780-1400 nm), IRB
(1400-3000 nm) e IRC (3000 nm- 1 mm)
Radioattività
I nuclei di alcuni atomi sono instabili e possono
disintegrarsi per raggiungere un nuovo equilibrio
emettendo radiazioni. Alcuni di questi atomi esistono in
natura, come nel caso del radio, dell’uranio, del torio,
ecc.. La radioattività può anche essere indotta
artificialmente bombardando nuclei stabili con neutroni.
Si possono così anche sintetizzare nuovi nuclei non
presenti in natura. Le radiazioni emesse possono essere
corpuscolate, come i raggi alfa, a carica positiva,
costituiti da nuclei di elio (due protoni e due
neutroni), i raggi beta, costituiti da elettroni (carica
negativa) o positroni (carica positiva) dotati di grande
velocità, i neutroni privi di carica elettrica. Esistono
poi radiazioni non corpuscolate, come i raggi gamma,
elettricamente neutri, che sono radiazioni
elettromagnetiche ad elevata energia.
Radon
Il radon, specificatamente l’isotopo 222Rn, è un gas
radioattivo prodotto dal decadimento dell’Uranio (238U)
naturalmente presente nell’ambiente: graniti, tufi,
pozzolane, ecc.). E’ inodore e incolore e, appartenendo
al gruppo dei gas nobili, è chimicamente inerte.
Rapporto, resoconto di prova
Documento che presenta i risultati della prova eseguita
da un laboratorio e altre informazioni ad essa relative.
Non è corretto il termine "certificato", improprio ed
usato al posto della locuzione "rapporto di prova".
Registro infortuni
Documento obbligatorio in dotazione presso ciascuna
unità produttiva (contesto di rischio) nel quale il
Preposto deve registrare tutti gli infortuni dei
lavoratori lì in assegno.
Regolamento CEE
Documento emesso dalla Comunità europea, di applicazione
generale ed obbligatoria in tutti gli Stati membri, dei
quali entra nella legislazione nazionale e le Autorità
nazionali e gli strumenti nazionali non possono
impedirne l' implementazione. Un Regolamento crea
diritti individuali che i tribunali nazionali devono
applicare. I Regolamenti sono usati, per esempio, per
stabilire annualmente i prezzi in agricoltura dal
Consiglio dei Ministri della CEE. Se non diversamente
stabilito, i Regolamenti entrano in vigore 20 giorni
dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
della CEE serie "L". A differenza delle Direttive, i
Regolamenti comprendono anche le modalità applicative
della legge.
Regolamento tecnico
Regolamento che riporta requisiti tecnici o direttamente
o tramite riferimenti, oppure, incorporando il contenuto
di una norma, una specificazione tecnica o un codice di
pratica.
Regole tecniche
Hanno valore di legge e sono quindi obbligatorie
diversamente dalle norme tecniche che hanno carattere
volontario. Emesse dalle competenti autorità nazionali o
sovranazionali (esempio, UE) prescrivono quali sono
requisiti essenziali che devono presentare certi
prodotti per la tutela della salute e della sicurezza di
consumatori o utilizzatori e anche per il risparmio
energetico e la tutela dell'ambiente.
Relazione
Rapporto scritto od orale svolto su un incarico o su un
dato argomento.
Relazione causa-effetto
In questo meccanismo vi è l'essenza della gestione: a
tutti i livelli l'eccellenza può essere raggiunta
soltanto se si ha il massimo controllo di queste
relazioni. Poiché l'ente deve perseguire obiettivi
incrementali per la soddisfazione dei cittadini e
l'obiettivo non è altro che un effetto, è necessario che
le persone acquisiscano un meccanismo mentale che le
renda sensibili a queste relazioni. Esse devono essere
analizzate con metodo ed acume. Solamente così l'ente
acquisisce una potenza enorme per raggiungere obiettivi
ambiziosi. Possedere il controllo di queste relazioni
richiede la capacità di ricercare e di identificare le
cause che portano ad un effetto. Questa capacità è
l'essenza del metodo scientifico. La ricerca delle cause
si attua attraverso due steps fondamentali: -
elencazione di tutte le possibili cause con il supporto
di strumenti specifici (per esempio, il diagramma
causa-effetto e il diagramma delle relazioni); -
identificazioni delle cause reali attraverso
l'osservazione dei fatti, l'applicazione di tecniche
statistiche e l'esecuzione di prove.
Responsabile dei lavori (art. 89 D.Lgs. 81/08)
Soggetto incaricato, dal committente, della
progettazione o del controllo dell'esecuzione
dell'opera; tale soggetto coincide con il progettista
per la fase di progettazione dell’opera e con il
direttore dei lavori per la fase di esecuzione
dell’opera. Nel campo di applicazione del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive
modificazioni, il responsabile dei lavori è il
responsabile unico del procedimento
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Persona in possesso delle capacità e dei requisiti
professionali di cui all’articolo 32 designata dal
datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il
servizio di prevenzione e protezione dai rischi
Responsabilità sociale delle imprese
Integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed
ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro
attività commerciali e nei loro rapporti con le parti
interessate
Revisione
Introduzione di tutti i cambiamenti necessari alla
sostanza e alla prestazione di un documento normativo.
Essa comporta l'emissione di una nuova edizione del
documento normativo.
Rifiuti
sono rifiuti tutte le sostanze derivanti da attività
umane o da cicli naturali, abbandonate o destinate
all'abbandono. Sono classificati in rifiuti non
pericolosi e pericolosi e possono avere origine
urbana/domestica o produttiva.
Rilievi fonometrici
Sono delle sessioni di misurazione della potenza e
dell’intensità' dell'onda sonora. Vengono effettuate in
diverse locazioni, in modo da avere una visione completa
della situazione, e per periodi più' o meno prolungati,
in modo da poter analizzare la variazione nel tempo di
tale situazione.
Rischio
eventualità che sia raggiunto il limite potenziale di
danno nelle condizioni di impiego, ovvero di esposizione
ad un determinato fattore.
Rischio (analisi del)
Processo costituito da tre componenti interconnesse,
costituite dalla valutazione, gestione e comunicazione
del rischio (Proposta del Parlamento europeo di
regolamento sulla legislazione alimentare).
Rischio (art. 2 d.lgs. 81/08)
Probabilità di raggiungimento del livello potenziale di
danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un
determinato fattore o agente oppure alla loro
combinazione
Rischio (valutazione del)
Processo su base scientifica costituito da quattro fasi:
individuazione del pericolo, caratterizzazione del
pericolo, valutazione dell'esposizione al pericolo e
caratterizzazione del rischio (Proposta del Parlamento
europeo di regolamento sulla legislazione alimentare).
Rischio di incidente rilevante
Trattasi di un rischio connesso con determinate attività
industriali, indicate nell'elenco C allegato alla legge
16 aprile 1987, n°183. In attuazione della Direttiva CE
82/501 (nota come "Direttiva Seveso") il 17 maggio 1988
veniva emanato il D.P.R. 175, relativo ai rischi di
incidenti rilevanti connessi con determinate attività
industriali, ovvero a qualsiasi operazione effettuata in
impianti industriali... che comporti o possa comportare
l'uso di una o più sostanze pericolose e che possa
presentare rischi di incidenti rilevanti, nonché il
trasporto effettuato all'interno dello stabilimento per
ragioni interne ed il deposito connesso a tali
operazioni all'interno del medesimo. Viene definito
"incidente rilevante" un avvenimento quale un'emissione,
un incendio o un'esplosione di rilievo connessi ad uno
sviluppo incontrollato di una attività industriale che
dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito,
per l'uomo, all'interno o all'esterno dello
stabilimento, e per l'ambiente e che comporti l'uso di
una o più sostanze pericolose:
Rischio di incidente rilevante
Il D.P.R. 175/88 dalla data della sua emanazione ad oggi
ha subìto alcune variazioni e ben 18 reiterazioni.
RTECS
Registry of Tossic Effects of Chemical
Rumore
Dal punto di vista fisico un rumore, o più generalmente
un suono, viene generato dalla vibrazione di un corpo
che viene trasmessa nell'aria sotto forma di onde di
compressione e di rarefazione. Il fenomeno è simile a
quanto si osserva quando si getta un sasso nell'acqua di
uno stagno e si vedono delle onde circolari concentriche
che si allontanano dal punto in cui il sasso è caduto:
così dalla sorgente sonora si propagano nel mezzo
circostante le onde che verranno percepite
dall’orecchio. Le caratteristiche fisiche più rilevanti
del rumore sono: - l’intensità sonora (vale a dire la
massima ampiezza dell’oscillazione dell’onda) che ci fa
percepire un suono come forte o debole. Si misura in
decibel (dB), che è una unità di misura logaritmica; -
la frequenza, che indica il numero delle oscillazioni
dell’onda sonora in un secondo. Le frequenze alte ci
fanno percepire un suono come acuto, le basse come
grave; la frequenza si misura in Hertz (Hz). Le onde
sonore, quando giungono all'orecchio, esercitano una
pressione sul timpano, che vibra come il corpo che ha
generato il suono. Le oscillazioni del timpano mettono
in moto una catena di ossicini (martello, incudine e
staffa) che trasmettono le vibrazioni all'orecchio
interno, dove particolari cellule fornite di ciglia
funzionano da microfono e trasformano le vibrazioni in
impulsi elettrici che vengono inviati come segnali
nervosi al cervello, dove sono analizzati, riconosciuti
e interpretati. L'orecchio umano ha una sensibilità
molto estesa ed è in grado di percepire e distinguere
suoni di frequenza compresa fra i 20 ed i 20.000 Hz.
L'orecchio è particolarmente sensibile alle frequenze
comprese tra 500 e 4000 Hz, che sono quelle proprie
della voce umana. Con l'età la sensibilità alle alte
frequenze (dai 4000 Hz in su) diminuisce
progressivamente.
Rumore
la valutazione del rischio e del danno da rumore è
regolamentato dal Capo VI del D.Lgs 15 agosto 1991, n°
277 che attua alcune Direttive CE in materia. Le norme
previste sono dirette alla protezione dei lavoratori
contro i rischi per l'udito e, laddove sia espressamente
previsto, contro i rischi per la salute e sicurezza
derivanti dall'esposizione al rumore durante il lavoro.
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