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sistema filtrante certificato
per stampanti laser
!
 
"consulenza e soluzioni aggiornate sui temi dell'inquinamento in.door"
                .Eco Service Office.

Invitiamo tutti a non farsi ingannare dalla pubblicità di alcune ditte che:

1°

"propongono l'applicazione posticcia di semplici filtri epa".

Questi "elementi"

"secondo le loro istruzioni"

andrebbero collocati sulle prese d'aria e ventilazione

delle macchine fotocopiatrici

nel modo illustrato in questa foto.

 

Chiunque comprende  che così non si ottiene certo

l'abbattimento delle emissioni inquinanti

in quanto la gran parte delle emissioni

fuoriesce verso l'alto dall'apertura da dove fuoriescono i fogli stampati.

OCCHIO

 Una tale disposizione inoltre fa anche decadere la garanzia delle stampante,

in quanto altera la dinamica dell'areazione dell'apparato.

Nella maggior parte dei casi nelle istruzioni e precauzioni d'uso

di stampanti e di fotocopiatori

infatti,

si prescrive di non ostacolare il ricircolo dell'aria della stampante.

Altre ditte poi sull'onda dell'effettiva necessità imposta dalla legge,

hanno addirittura comprato il nostro prodotto,

per copiarlo nell'aspetto

compiendo perfino degli errori fondamentali ed esiziali.

Senza mai certificare alcunché promettono risultati che non possono esserci,

in quanto copiano l'aspetto ma non la tecnologia del prodotto

protetta da brevetto industriale.

2°

La certificazione delle effettive emissioni catturate dal filtro poi,

deve essere effettuata da un Università

o centro di ricerca internazionale di chiara fama,

ovvero da un organo governativo nazionale od internazionale che

come in Italia l'I.S.P.E.S.L.,

sia preposto a controlli in tema di medicina del lavoro e

non da un semplice laboratorio privato.

3°

La prassi di una corretta certificazione,

deve  misurare la quantità di inquinanti presenti nell'aria,

 nel medesimo ambiente,

dopo un medesimo numero di copie

con e senza un dispositivo di prevenzione.

Con stampanti diverse,

campionate a caso e non solo su quelle fornite

da chi chiede la certificazione.

Solo con questa metodologia scientifica si potrà dichiarare

la percentuale di inquinanti realmente catturata e filtrata,

da un dispositivo di protezione.

4°

Un normale filtro epa poi non può trattenere nano particelle.

5°

 è inaccettabile la dichiarazione che i filtri possano essere

dopo l'uso,

gettati nella pattumiera. 

Questo contravviene non solo al senso civico ma alle nuove normative

sullo smaltimento e  conferimento in discarica di cartucce e quant'altro contenga,

una sostanza pericolosa per l'ambiente come appunto il toner. 

6°

Il nostro prodotto inoltre,

 non solo non altera la funzione di ricircolo d'aria dell'apparato originale,

ma incanala in alto le emissione attraverso

un camino con aspiratore contenente  un filtro "speciale",

che senza un "brevetto tecnologico esclusivo" non riuscirebbe comunque

ad ottenere i risultati che potete verificare nelle  certificazioni .

dust buster



concludendo...

 Questi dispositivi posticci non hanno certificazioni alcuna

ma all'inverso uno studio autorevole (fine 2008)

dimostra la completa inutilità

ai fini della cattura degli inquinanti infatti:

Alcuni ricercatori del Fraunhofer Wilhelm Klauditz Institute (WKI)

di Braunschweig (Germania)

hanno condotto una serie di esperimenti,

in collaborazione con 

Queensland University of Technology QUT in Brisbane, Australia.

Questi test erano tesi ad individuare cosa producesse le nanoparticelle rilevate dopo la stampa

in molte ricerche internazionali.

Interessanti alcuni aspetti della ricerca che ha usato apparati senza carta e senza toner,

e ha potuto valutare che anche in questo modo le nano particelle e alcuni voc,

venissero emessi.

“The amazing thing is that the ultra-fine particles are still produced even in this case.

The cause is the fixing unit – a component that heats up as high as 220°C during the printing process

in order to fix the toner particles on the paper,”

spiega il ricercatore WKI Dr. Michael Wensing.

La fonte sembrerebbe essere la cosiddetta "unità di fissaggio", ossia quella componente della macchina che raggiunge una temperatura di 220° C durante i processi di stampa e serve a "fissare" le particelle di toner sulla carta.

Il calore fa evaporare sostanze come paraffina e olio di silicone, che si accumulano nell'ambiente sotto forma di particelle volatili microscopiche, molto simili a quelle che si liberano nell'aria durante la cottura di cibi al forno o nel tostapane.

e interrogato su filtri esterni in commercio che vantano di trattenere gli inquinanti

ha dichiarato la completa inutilità degli sessi:

 Our investigations show that the various external filters on offer for printers operate in very different ways.

As the ultra-fine particles are not emitted from a specific part of the printer,

but also from the paper output, for instance, a filter can only have a limited effect.”

"Le nostre ricerche su vari filtri esterni posti in vari punti hanno un effetto limitato perché

la maggior parte degli inquinanti fuoriesce dove esce il foglio di carta stampato."

http://www.medicalnewstoday.com/articles/131659.php


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